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Recessione Gengivale

IL CASODEL MESE

recessioni gengivali

25 aprile 2020

Recessione Gengivale

La recessione gengivale è la condizione più evidente che esprime l’indebolimento o la perdita dei tessuti (gengive, ligamento parodontale, osso alveolare) che circondano e danno sostegno al pilastro dentale. La recessione gengivale riconosce diverse cause. Può presentarsi in presenza di una gengiva di biotipo sottile con una scarsa rappresentazione di gengiva aderente che fa da barriera al colletto del dente, può essere correlata a una malposizionamento del dente in arcata o per un primitivo difetto legato ad una scorretta eruzione, o per una causa secondaria quale può essere un carico eccessivo e non assiale dato dal contatto con i denti antagonisti.  Queste condizioni possono essere ulteriormente compromesse dalla concomitante presenza di abitudini viziate o dal bruxismo.  Molto frequentemente, per altro deve riconoscersi il ruolo prevalente dell’infiammazione dei tessuti molli  per una mancanza di igiene correlata a uno scorretto spazzolamento e causa di depositi di placca, tartaro e residui alimentari.

La terapia della recessione gengivale necessita di identificarne con precisione le cause, nella prospettiva di risolverle con un intervento specifico.  Va riconosciuto l’importante ruolo preliminare di effettuare i necessari interventi di igiene alla poltrona e di istruzione personale al paziente.  Nella prospettiva di modificare in senso migliorativo i carichi masticatori può trovare indicazione il ricorso all’ortodonzia, alla protesi riabilitativa, alla correzione di otturazioni male eseguite, o al molaggio selettivo. La rigenerazione dei tessuti sia gengivali che ossei fa riferimento attualmente a tecniche molto sofisticate, eseguibili in anestesia locale, in grado di garantire una buona stabilità nel tempo dei risultati. Viene richiesta in modo assoluto la collaborazione da parte del paziente, in grado di collaborare per il mantenimento di una eccellente igiene dentaria, disponibile ai necessari controlli in ambulatorio e all’eventuale utilizzo di presìdi interocclusali come la placca gnatologica di uso notturno in caso di bruxismo.

P.C. anni 40 – recessione gengivale diffusa in esiti di trattamento ortodontico eseguito in età infantile: per conseguire il riallineamento in arcata del canino superiore sinistro incluso nel palato, venne estratto un premolare e venne attuato un trattamento ortodontico con apparecchiature fisse protrattosi per circa 2 anni. Dopo 25 anni si evidenziava un amncato allineamento dei denti in arcata con scorretti contatti occlusali, sopratutto a sinistra, deviazione delle linee mediane interincisive, estese recessioni gengivali diffuse con la radice del canino superiore sinistro localizzata quasi completamente al di fuori dell’osso alveolare. La paziente con un quadro classificabile come una II classe e una tipologia iperdivergente, lamentava di soffrire di episodi di mal di testa a localizzazione temporale e disturbi alle articolazioni della mandibola. Il trattamento ha previsto l’estrazione del canino superiore di sinistra, il recupero ortodontico dello spazio in arcata con la derotazione del premolare adiacente malposizionato e un generale riassetto dell’occlusione. Da ultimo  rigenerazione dei tessuti gengivali  mediante innesti, associati alla ricostruzione ossea in sede del canino mancante preliminare alla riabilitazione implantoprotesica.

recessione gengivale

fig.1 – condizioni iniziali: visibilità delle zone laterali in recessione gengivale nel sorriso

pozzati 2

fig.2 – condizioni iniziali

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fig.3 – condizione a termine.

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fig. 4 – condizioni a termine. Valutazione delle condizioni paro – dentali dopo gli interventi di ortodonzia, chirurgia ricostruttiva, implantologia e riabitazione implanto-protesica del canino. Valutazione estetica del sorriso

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